Alla scoperta della vita….

“Potenza Città Sociale” – Associazione Insieme Onlus

Quando una persona si rende schiavo di un padrone, viene inghiottito in un buio senza fondo, in un tunnel che non lascia scampo, il soggetto si vive come totalmente smarrito, abbandonato alla propria inermità, chiuso nella propria impotenza. Proprio questo abisso può rappresentare un occasione preziosa per il soggetto per incontrare l’Altrove, quell’Altra cosa che rende vivibile la vita.’

Ecco, “Potenza Città Sociale” vuole offrire proprio questo, vuol far ripartire delle vite, che sono andate in crisi e renderle vivibili attraverso il desiderio dell’Altrove.

Potenza Città Sociale è un Centro Polifunzionale Integrato, (psicoterapia sociale, comunità per le dipendenze patologiche maschile e femminile, casa dei diritti, fattoria sociale, centro socio educativo per disabili, centro sportivo, i tamburi dei briganti e laboratori ergoterapici, periodico “Via del sociale” e tanto altro ancora) tutti strumenti che utilizziamo per stimolare il desiderio dell’Altro, per far sì che la vita si innamori della vita e non dell’autodistruzione di essa. Ma più di ogni altra cosa, cerchiamo attraverso i nostri eventi culturali di far diventare “Potenza Città Sociale” ‘Territorio’ a tutto tondo, di portare avanti quel processo di cambiamento culturale, non solo per i ragazzi e le famiglie del nostro centro, ma soprattutto per la società civile che ci “attraversa”. Il Centro nasce da un’ attenta osservazione sul campo, e da un’esperienza trentennale, in cui si registra una maggiore frammentazione del tessuto sociale ed una sempre più accentuata frammentazione dei bisogni. Per questo “Potenza Città Sociale” intende offrire a quanti credono e lavorano nel sociale un esempio possibile di welfare locale che pone al centro di tutto la persona. Noi partiamo da un’ipotesi molto semplice per affrontare le idiosincrasie tra l’istinto di vita e quello di morte, tra una pulsione all’autorealizzazione di sé (identificabile come pulsione di vita ed incarnata dalla figura di Eros) e una tensione (auto)distruttiva, simbolizzata da Thanatos, dal greco θάνατος, il dio della Morte, pulsioni che sono presenti in ogni individuo.Quando la pulsione di morte, su una scala graduale, supera quello della pulsione di vita, inconsapevolmente si cerca una modalità per autodistruggersi.

Pensiamo che le tossicomanie, bulimie, anoressie, depressioni, dipendenze patologiche, si sono “formate” perché nell’età infantile o nell’adolescenza ci sono stati dei piccoli o grandi traumi, che non sono stati ascoltati, riconosciuti, supportatati, accompagnati da una figura accogliente, un adulto di riferimento. Se i bambini e i ragazzi non vengono ascoltati può insorgere o un carattere depressivo o violento, un terreno fertile per un vuoto esistenziale, dove la pulsione di morte inizia ad affondare le sue radici ed a ricercare un qualcosa che possa riempire questo vuoto. Come una sorte di sindrome da immunodeficienza, vale a dire che nell’infanzia o nell’adolescenza non si sono formati quegli anticorpi per affrontare la vita ed il mondo.

La nostra bussola ci indica che la radice del “mal di vivere” appartenga ad un solo tronco: all’incapacità di amarsi, di non volersi bene, di non aver formato quegli anticorpi che gli avrebbero permesso di affrontare la vita senza rimanere prigionieri di un qualcosa o di un qualcuno.

Hannah Arendt scriveva: “Gli esseri umani sono fatti per nascere non per morire, per nascere non una volta ma più e più volte” . Si rinasce quando si riesce a trasformare la crisi, il buio della vita che si perde, in una nuova nascita. L’andare in crisi è un segno di intelligenza, l’idiota non conosce crisi.

Ma come si riesce ad accendere una vita che si ferma? Noi cerchiamo di accendere vite, facendo incontrare la stessa con l’esperienza del desiderio, per dirla alla Recalcati, cercando il nuovo nelle pieghe del vecchio. La malattia, la droga, la devianza nasce dove c’è un vuoto di cultura, Pasolini diceva: “Sorge la droga dove c’è un vuoto di cultura, il vuoto di cultura sorge con la morte del desiderio”.

Il Direttore dell’Associazione Insieme Onlus

Dott. Domenico Maggi

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