PRESERVATI…LA VITA

preservativo

L’Associazione Insieme in collaborazione con il Sert e con i consultori dell’ASL, per tutta questa settimana distribuirà contraccettivi e opuscoli informativi per la campagna di prevenzione contro l’Hiv. In Italia ci sono circa 140mila sieropositivi e oltre mille decessi l’anno, al nostro Paese il primato negativo in Europa occidentale.

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    Corso di pizzica, tammorra e tammurriata….

    Dal 01 ottobre 2014 tutti i mercoledì dalle ore 20.30 alle ore 22.30 si terrà presso l’Aula Borsellino dell’Associazione Insieme Onlus in Viale del Basento 102, Potenza il corso di pizzica, tammorra e tammurriata condotto da China Aresu.. Per info e iscrizioni contattare l’Associazione Insieme – tel 0971/601056 – 1800833 cell 338/9905806

      chiaraok    
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      Sulla strada dell’intercultura – Riflessioni

      pianoforte

      Pubblichiamo le riflessioni di Wade, arrivato qualche anno fa dall’Africa. Le sue parole, semplici e sagge allo stesso tempo, ci portano a riflettere su quanta strada ancora dobbiamo fare sui binari dell’interazione e dell’interculturalità. Ma soprattutto il nostro pensiero va con dolore e vergogna ai migranti che trovano la morte nel nostro mare. 

       

      Mia nonna diceva ” Un pezzo di legno nel mare, anche se resta in acqua per molto tempo, non diventerà mai un coccodrillo”. “Sama Mam dannà wakhnan banthe lum yagha-yagha ci gheth du soppecu muccu diassitt”.

      Questo significa che un nero, anche se soggiornerà per molto tempo in Europa, non potrà mai diventare bianco. L’immigrato pensa di essere accolto, aiutato e di integrarsi nella società ospitante invece, quest’ultima crede di avere acquisito uno schiavo da sfruttare e lo relega all’unico lavoro che ritiene adatto a lui: pesante, malpagato, pericoloso e, spesso rifiutato dai lavoratori locali.

      Un nostro proverbio tipico dice: “Se due persone scambiano delle monete, quando tornano a casa ognuno ha una moneta, invece, se queste due persone fanno uno scambio culturale quando tornano a casa ognuno si troverà con due culture”. Le differenze non devono diventare occasione di divisione, ma l’unità va costruita come un mosaico d’esperienze e di cultura che ci arricchisce reciprocamente.

      Allora quando si parla d’interculture, dobbiamo sapere che con questa parola s’intende l’interazione, lo scambio di due o più elementi culturali. L’integrazione non vuol dire che lo straniero deve lasciare la sua cultura e assumere la cultura ospitante , ma è l’inserimento socio-culturale, la partecipazione alla vita sociale, ovunque si risieda nel mondo: l’inserimento lavorativo, il pari trattamento, l’uguaglianza con i lavoratori locali: tutto ciò porta verso una vera convivenza e all’interculturalità.

      L’educazione interculturale intende, infatti, favorire l’incontro, il dialogo, il reciproco arricchimento entro una convivialità delle differenze. Suo obiettivo primario è garantire la parità d’accesso ai diritti ed il pieno inserimento di tutti nel gioco democratico, costruito a partire da un’innovativa concezione della cittadinanza planetaria.

      In tutte le religioni, è infatti possibile scoprire “la regola d’oro” dell’amore verso il fratello. Un’antica tradizione islamica afferma, ad esempio: “Nessuno di voi è credente fin quando non desidera per l’altro ciò che desidera per se”.

      L’immigrazione, oggi, ha evidenziato il suo momento di maggior impatto umano, mediatico e politico. Aspiriamo ad un mondo migliore in cui tutti i popoli, compresi gli immigrati, possano vivere nella libertà, nella giustizia e nel rispetto dei diritti fondamentali della persona. A tale fine auguriamo l’avvento di un nuovo miglioramento nei paesi sviluppati che favorisca l’integrazione degli stranieri extracomunitari, e la formazione di governi autenticamente rappresentativi e democratici. Siamo consapevoli che la globalizzazione dello sviluppo, del diritto, della pace, della libertà e della democrazia costituisca la migliore garanzia affinchè questi valori possano essere tutelati in ogni angolo della terra attraverso il dialogo e il reciproco rispetto.

      “Non aspettate che i poveri vengano a voi, ma cercateli e invitateli tutti per testimoniare a loro l’amore di Dio”. Il povero è sempre un maestro per uno che è ricco. Vivere in mezzo alla gente povera è come vivere in una scuola. Si cambia il mondo con i poveri, quando si uniscono e non si cambia il mondo con i ricchi e i loro soldi.  “Tu fai quello che io non so fare e io faccio quello che tu non sai fare”. La forza dell’interculturalità è il farsi uno.

      La Redazione del Giornale Via del Sociale

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        Estate Insieme 2014

            Estate-insieme-programma1

        Estate Insieme 2014   Programmazione:

        Giovedì 24 luglio: ore 20.30 Aula Borsellino Cine – Insieme: presentazione della commedia ” Niente può fermarci “ di Luigi Cecinelli;

        Domenica 27 luglio: ore 19.30 “Insieme in una notte di mezza estate “..ore 19.30 Happy Hour analcolico, ore 20.00 Laboratorio Teatrale dell’Associazione Insieme in “La Satira dell’Odissea”, ore 21.00 Concerto dei Tamburi dei Briganti;

        Martedì 29 luglio: ore 8.00 partenza per Metaponto: “Insieme al mare”;

        Mercoledì 30 luglio: ore 20.30 Aula Borsellino Cine – Insieme: presentazione del film ” Cose dell’altro mondo” di Francesco Patierno;

        Giovedì 31 luglio: ore 20.30 “La prova del cuoco” tante gustose idee per l’estate;

        Martedì 5 agosto: ore 8.00 partenza per Metaponto: “Insieme al mare”;

        Mercoledì 6 agosto: ore 20.30 Aula Borsellino Cine – Insieme: presentazione del film “Pulce non c’è” di Giuseppe Bonito;

        Giovedì 7 agosto: ore 21.00 “Liberi di giocare”..giochi all’aperto  con musica e tanto movimento;

        Venerdì 8 agosto: ore 20.00 “Pizziamo Insieme con Karaoke” a ritmo d’estate!!!

        Martedì 12 agosto:  ore 8.00 partenza per Metaponto: “Insieme al mare”;

        Mercoledì 13 agosto: ore 20.30 Aula Borsellino Cine – Insieme: presentazione del film ” Si può fare di più” di Giulio Manfredonia;

        Venerdì 15 agosto: “Ferragosto Insieme” con giochi all’aperto, cibo, tanta musica e movimento;

        Martedì 19 agosto:  ore 8.00 partenza per Metaponto: “Insieme al mare”;

        Da mercoledì 20 agosto a sabato 30 agosto: Vacanze al mare “Insieme per Maratea”;

        Mercoledì 20 agosto: ore 20.30 Aula Borsellino Cine – Insieme: presentazione del film “Venuto al mondo” di Sergio Castellitto;

        Mercoledì 27 agosto: ore 20.30 Aula Borsellino Cine – Insieme: presentazione del film “Pompei” di Paul W.S. Anderson;

        Giovedì 28 agosto: ore 21.00 Partita di calcetto a 5 presso il Centro Polifunzionale “Potenza Città Sociale”…

        Buon divertimento!!!!

                
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          “INSIEME” in una notte di mezza estate

          L’Associazione Insieme Onlus è lieta di invitarvi all’evento “INSIEME” in una notte di mezza estate – 27 LUGLIO 2014

          PROGRAMMA

          • ore 19.30: Happy Hour Analcolico
          • ore 20.00: Laboratorio Teatrale dell’Associazione Insieme in “La Satira dell’Odissea”
          • ore 21.00: Concerto dei Tamburi dei Briganti
          La serata sarà allietata da panino con salsiccia, baci e abbracci         primo originale 3 bis
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            E’ necessario il Male?

              La-creazione-di-Adamo-Michelangelo

            Accade a tutti noi, durante un momento particolarmente negativo, di porsi questa domanda.

            Quando non si riesce a rispondere ad essa, facilmente compaiono l’afflizione, la perdita di autostima, la colpevolizzazione verso se stessi, e, di conseguenza, verso il mondo.

            Solo riuscendo a perdonarsi, ed a rivalutarsi, si può superare questo blocco, che ritengo essere di natura filosofica e psicologica al tempo stesso.

            Nel tempo, diversi filosofi hanno affrontato il problema del male, e si può notare come, e spesso ce ne dimentichiamo, l’uomo non sia alieno al male, e viceversa.

            L’uomo può decidere liberamente se fare (o farsi) del male, come può decidere liberamente come reagire al male. La forza del male sta nella nostra debolezza.

            Sant’Agostino definisce la non-sostanzialità del Male. Esiste solo il Bene, in quanto unica emanazione di Dio. L’uomo, tuttavia, è libero di agire, essendo dotato di Libero Arbitrio, e nelle sue azione si ritrova il Male. Il male è un fenomeno umano, quindi.

            Mi viene in mente Platone, quando definisce il Male come tendenza innata dell’uomo, e come privazione del Bene. Il Male, quindi, può esistere solo quando il Bene è assente, pertanto non esiste di per sé.

            Kant, molto similmente, parla del Male come inclinazione e tendenza congenita, pertanto lo definisce Male Radicale. Tuttavia, ed anche qui vedo fiducia verso l’uomo, ad una data quantità di Male Radicale, corrisponde una certa propensione alla Bontà. Il motivo per il quale il Male vince è imperscrutabile.

            Schelling riprende Kant, ma introduce una nuova grandezza: il Dio in divenire: il Male e il Bene si mescolano tra loro con una lenta vittoria del Bene, demandando così la vittoria del Male alla volontà umana.

            Dio in divenire mi fa venire in mente Vico, con i suoi corsi e ricorsi storici, e Marx, con le lotte di classe periodiche, alternate tra momenti di vittoria del bene e momenti di vittoria del male. Borsellino definì la mafia come fenomeno umano, e come tale caratterizzato da un inizio ed una fine. Risalta il rimando a Schelling ed a Marx.

            Per Kierkegaard il segnale d’allarme del Male è l’angoscia. L’angoscia nasce infatti dalla consapevolezza della capacità dell’uomo di fare del male. E’ una descrizione del senso di colpa.

            Non credo che sia necessario il Male, ma credo sia necessario il Bene: forse è superata la concezione del Libero Arbitrio, ma mi piace pensare, che sono le nostre scelte, di fronte ad ogni singolo avvenimento della vita, tra Giusto o Sbagliato, tra Bianco e Nero, tra Bene e Male a condizionare la nostra esistenza, e che quindi, siamo noi, gli uomini, a influenzare il nostro destino, sempre e comunque, con Dio.

            Riflessioni  – Dott. Nicola Casillo  – Medico

             
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              Laboratorio di dignità

              Centro polifunzionale integrato “Potenza Città sociale”: Laboratorio di dignità

              Le persone che arrivano alle nostre strutture terapeutico-riabilitative per le dipendenze patologiche sicuramente sono diverse per sostanza elettiva, sesso, età, status socio-economico e storia familiare. Ma c’è un filo rosso che le lega strettamente: una dignità violata. Tutti, chi più chi meno, avvertono di non essere pienamente “padroni di sé stessi”, in quanto non riescono ad esercitare le proprie facoltà cognitive, decisionali e ad attuare ciò che vogliono senza subire o produrre condizionamenti negativi. Chi vive una condizione di dipendenza patologica mortifica la propria coscienza, non considera importante il proprio valore morale e non ritiene importante tutelarne la salvaguardia ma soprattutto compromette l’idea di dignità su due versanti: uno interno – soggettivo – costituito dalla consapevolezza che ognuno ha della propria autonomia e libertà, ed uno esterno –oggettivo – che è dato dal riconoscimento e dal rispetto da parte degli altri di questa caratteristica intrinseca di ogni persona.

              Tale perdita di dignità rende i dipendenti patologici (tossicodipendenti, alcolisti, giocatori patologici e poli consumatori) persone che non si riconoscono una dignità, ma soprattutto a cui non viene riconosciuta una dignità.

              Come struttura terapeutica promuoviamo dei principi che fanno da guida al nostro complicato mestiere di accogliere il disagio e, attraverso percorsi mirati e diversificati, trasformarlo in risorsa per la società e per se stessi. Tra i principi affermiamo di accogliere la storia e la vita di una persona più che il suo problema. Tale criterio ci ha portato anni fa a decidere che all’interno delle nostre strutture siano bandite le perquisizioni sia agli ingressi che una tantum. E ovviamente che i cancelli siano aperti.

              Ogni volta che arriva una persona non ci chiediamo se sia stato un ladro fino a cinque minuti prima, un rapinatore, uno spacciatore, un criminale, un malato, un sieropositivo o altro, l’unica cosa certa che sappiamo è che è una persona e come tale gli riconosciamo la propria dignità. Nelle strutture che si occupano di dipendenza all’ingresso in comunità una persona viene perquisita, gli si fruga nei bagagli, si guarda negli oggetti personali.

              Tutto ciò a nostro parere è altamente indignitoso.

              Certamente il liscio della teoria può trovare intoppi nella ruvidità della pratica. Ma a distanza di circa quattro anni possiamo affermare di non aver registrato episodi ricorrenti e degni di denuncia riguardo a introduzioni di sostanze in struttura. Sentire riconosciuta la propria dignità ben integrata ad atteggiamenti di fiducia attiva negli ospiti una sorta di incredulità e di confusione ma allo stesso tempo avvia una relazione di riconoscenza (nel senso letterale) reciproca.

              Siamo convinti che la dignità non è negoziabile, non ha prezzo. Riconoscerla anche al “peggiore” dei nemici è la migliore risposta possibile alla logica dell’avversione e del recupero della persona. Tale riconoscimento della dignità non deve essere considerato come un atto generoso o caritatevole concesso sotto l’impulso della comprensione, ma come garanzia morale e giuridica della dignità stessa. Questo riconoscimento deve tracciare un solco profondo fra la cultura della vita a cui si va incontro e quello della morte di cui le sostanze tutte sono intrise.

              Noi cerchiamo sin dal primo passo nel Centro di restituirgli un pezzo di dignità, un assegno in bianco di fiducia. Riconosciamo la dignità come un diritto assertivo.

              Un diritto è assertivo quando non è ottenuto sottoforma di concessione accettata passivamente. Il primo, fondamentale, diritto assertivo è quello di essere trattati con rispetto e dignità. Ma che vuol dire, davvero? Una persona ci tratta con rispetto e dignità se ci considera suoi pari, se ritiene i nostri bisogni degni tanto quanto i suoi. Se tiene in conto e non svaluta il nostro punto di vista, sebbene sia diverso dal suo. Se dovendoci rivolgere delle critiche, le formula in maniera che siano utili a noi per migliorare e le indirizza al frutto del nostro operare e non a noi come persona. Se accetta con serenità i “no” che provengono da noi e formula i suoi “no” senza che questi mettano in dubbio il nostro valore personale. Gli uomini e le donne che lavorano al Centro Polifunzionale “Potenza Città Sociale” hanno fatto di tutto ciò il proprio credo, ma soprattutto la propria metodologia di relazionarsi all’altro qualsiasi esso sia ricevendo, più spesso di quanto si possa immaginare, il dono di vedere, negli occhi di chi si lascia guidare, la scintilla di una vita dignitosa.

               Dott. Domenico Maggi

              Direttore Centro Polifunzionale Integrato “Potenza Città Sociale

              «La dignità umana è inviolabile ed è un valore che non ha prezzo. Non può esistere dignità sociale o collettiva senza dignità individuale della persona, cosí come non può esistere dignità della persona senza dignità sociale.

               

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                EQUIPE


                MARIAELENA BENCIVENGA

                MARIAELENA BENCIVENGA

                Presidente
                DOMENICO MAGGI

                DOMENICO MAGGI

                Direttore C.P.I.
                ANGELA BARAGLIA

                ANGELA BARAGLIA

                Operatore
                CARMEN FUSCO

                CARMEN FUSCO

                Vice Direttore
                DOMENICO MAROSCIA

                DOMENICO MAROSCIA

                Medico Chirurgo
                MARIA LUCIA NOLE'

                MARIA LUCIA NOLE'

                Psicologa
                PIERO GAROFOLI

                PIERO GAROFOLI

                Operatore
                GIANLUCA GUIDA

                GIANLUCA GUIDA

                Operatore
                SABATO ALVINO

                SABATO ALVINO

                Psicologo
                AMEDEO SALVIA

                AMEDEO SALVIA

                Operatore
                VINCENZO MARTINELLI

                VINCENZO MARTINELLI

                Presidente C.T.S.
                FABRIZIO CERBASI

                FABRIZIO CERBASI

                Psicologo
                DORA ROSA NAPPI

                DORA ROSA NAPPI

                Cuoca
                LETIZIA TOMASIELLO

                LETIZIA TOMASIELLO

                Sociologa
                GIOVANNI PICCINOCCHI

                GIOVANNI PICCINOCCHI

                Operatore
                VINCENZO PIGNONE

                VINCENZO PIGNONE

                Operatore
                FLAVIA SALVIA

                FLAVIA SALVIA

                Resp. Amministrazione
                ANDREA BARRA

                ANDREA BARRA

                Psichiatra
                FRANCESCA LUCIBELLO

                FRANCESCA LUCIBELLO

                Psicologa
                LETIZIA MARTINELLI

                LETIZIA MARTINELLI

                Resp. Segretaria
                FELICIANA FARENGA

                FELICIANA FARENGA

                Educatore
                LAURA LA TORRE

                LAURA LA TORRE

                Operatore
                FABIO STEFANELLI

                FABIO STEFANELLI

                Psicologo
                GIANNOFRIO MASESSA

                GIANNOFRIO MASESSA

                Psichiatra
                Indirizzo:
                viale del basento, 102
                85100 Potenza (PZ)
                Telefono:
                0971.601056 – 0971.1800833
                Fax:
                0971.506444
                Cellulare:
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