Gioco d’azzardo patologico

Businessman at Card Table

Il gioco d’azzardo patologico o ludopatia, è un disturbo del comportamento e rientra nella categoria diagnostica dei disturbo del controllo degli impulsi. Ha una forte attinenza con la tossicodipendenza. Il giocatore patologico mostra una crescente dipendenza nei confronti del gioco d’azzardo, aumentando la frequenza delle giocate, il tempo passato a giocare, la somma spesa nell’apparente tentativo di recuperare le perdite, investendo più delle proprie possibilità economiche (facendosi prestare i soldi) e trascurando gli impegni che la vita gli richiede.

Sintomi:

  • È assorbito dal gioco, per esempio, è continuamente intento a rivivere esperienze trascorse di gioco, a pianificare la prossima impresa di gioco, a escogitare modi per procurarsi denaro per giocare;
  • Ha bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato;
  • Tenta di ridurre, controllare o interrompere il gioco d’azzardo, ma senza successo;
  • È irrequieto e irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo;
  • Gioca d’azzardo per sfuggire ai problemi o per alleviare un umore disforico, per esempio, sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione;
  • Dopo aver perso al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora, rincorrendo le proprie perdite;
  • Mente alla propria famiglia, al terapeuta, o ad altri per occultare l’entità del coinvolgimento nel gioco d’azzardo;
  • Ha commesso azioni illegali come falsificazione, frode, furto o appropriazione indebita per finanziare il gioco d’azzardo;
  • Ha messo a repentaglio o perso una relazione significativa, il lavoro, oppure opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d’azzardo;
  • Fa affidamento sugli altri per reperire denaro per alleviare la situazione economica difficile causata dal gioco, “operazione di salvataggio”.

Nell’era “multimediale”, la figura del giocatore d’azzardo subisce una “evoluzione”: prima era facilmente individuabile, “segregato” nei luoghi a lui deputati, ora chiunque sia in possesso di un computer collegato a internet e di una carta di credito può diventare un giocatore compulsivo. Il gioco on-line è estremamente pericoloso da questo punto di vista, perché nella solitudine della propria casa il giocatore non ha freni, né inibitori né pratici: ha infatti la possibilità di accedere al gioco sempre, senza incorrere nello sguardo giudicante altrui. Viene in questo modo a mancare la funzione socializzante del gioco, che diviene un rituale solitario e una compulsione. Anche qui, come in altre net-patologie, il soggetto rimane imprigionato in un circolo vizioso, al punto da trascurare, nei casi patologici, i rapporti umani, sociali e familiari.

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MARIAELENA BENCIVENGA

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DOMENICO MAGGI

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ANGELA BARAGLIA

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PIERO GAROFOLI

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GIANLUCA GUIDA

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Operatore
SABATO ALVINO

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AMEDEO SALVIA

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Operatore
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Psicologo
LETIZIA TOMASIELLO

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GIOVANNI PICCINOCCHI

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VINCENZO PIGNONE

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Resp. Amministrazione
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LETIZIA MARTINELLI

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